Istruzioni
Una persona alla volta
Prendi un numero da consegnarmi
Prendi uno (o più) chewing gum e assaporalo
Entra nella tenda masticando (o cercami in giro)
Puoi parlarmi o stare in silenzio, masticare, attaccarmi il chewing gum addosso*
*solo sulla tuta, no pelle, no capelli e no scarpe (grazie)
Durante la performance indosso una tuta bianca da lavoro, simbolo di neutralità e produttività. Ai partecipanti vengono offerti chewing gum, che sono invitati a masticare e applicare sulla tuta secondo una scelta libera, per un tempo mutabile. Il gesto, apparentemente ludico, attiva una dinamica di contatto, appropriazione e deposizione.
È un incontro intimo a tu per tu con lo spettatore che avviene in un contesto condiviso, una tenda da doccia separa l’azione creando un’effimera parete divisoria, uno spazio privato/pubblico in cui si consuma una relazione fugace e libera. Ciascuno interagisce in modo differente, scaturiscono brevi incontri, scambi di pensieri, domande, risposte, sguardi, sorrisi, silenzi…
Al termine della performance, la tuta viene sospesa nello spazio espositivo come scultura residuale. Il corpo è assente, ma la sua traccia permane: un involucro svuotato, saturato di segni, modellato dall’incontro con l’altrǝ. L’opera si inserisce in una riflessione più ampia sull’ipercapitalismo, in cui ogni relazione è potenzialmente mercificata e ogni esperienza trasformata in prestazione. Le dinamiche di gamification e ottimizzazione, tipiche delle piattaforme digitali e delle app di incontri, producono corpi continuamente esposti, valutati e consumati. In questo contesto, il residuo diventa una forma di resistenza materiale: ciò che resta quando la relazione si esaurisce e la performance termina.